Quest’anno celebriamo la prima Domenica della Parola di Dio, istituita dal Santo Padre Francesco con la lettera apostolica in forma di “motu proprio” Aperuit illis del 30 settembre 2019. Ogni anno, dunque, nella terza domenica del tempo ordinario, avremo modo di vivere una giornata «dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio».
Mi sembra opportuno chiarire anzitutto questo e cioè che con Parola di Dio noi intendiamo sia la Sacra Scrittura, che è Parola di Dio in quanto riconosciamo in essa il mezzo usato da Dio per rivolgersi all’uomo, sia il Signore Gesù Cristo che è la Parola di Dio fatta carne (in questo caso il termine ‘Parola’ è sinonimo di quello di ‘Verbo’ dato che in latino la medesima voce, verbum, è comprensiva di entrambi i significati). Da questa distinzione discende una conseguenza di importanza dirimente: il cristianesimo può essere chiamato la religione della Parola non nel senso di religione del libro sacro (come l’Islam, invece) – la Scrittura Sacra per noi contiene la Rivelazione divina, ma non la esaurisce e non si identifica totalmente con essa –, bensì nel senso che al suo centro v’è la Persona del Signore Gesù Cristo che è il Figlio incarnato, la Parola di Dio fatta carne, e nella cui Persona divina del Figlio, nelle due nature divina e umana, Dio si rivela pienamente e definitivamente. Sopra tutto sta la Persona vivente del Signore Gesù Cristo, dopo vengono le Sacre Scritture le quali ci consentono di comprendere la vita del Signore e l’opera di salvezza da lui realizzata, ma che ci restano inaccessibili se il Signore stesso, per mezzo del suo Santo Spirito, non ce ne apre l’intelligenza. La fede nasce dall’incontro con Cristo e si fonda sulla sua persona, non sulla Bibbia che, però, aiuta la fede a maturare e a crescere.
Il Santo Padre afferma nella lettera sopra citata: «La Bibbia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità». La nostra vita è ordinariamente dispersa e divisa: dalla mattina alla sera molteplici risultano essere le incombenze, le attività, gli impegni. Abbiamo necessità di essere ricondotti all’unità. La Parola di Dio, ascoltata, accolta e pregata nella fede, ci riconduce all’unità, anzi a colui che è la sorgente stessa dell’unità: il Signore Gesù Cristo. Nel brano del Vangelo di questa terza domenica del tempo ordinario (Matteo 4,12-23) risuona la parola di Gesù che invita alla penitenza e ne dà la motivazione, la vicinanza del Regno dei cieli. La parola di Gesù chiama ad unità la vita dispersa e divisa del popolo di Dio e fonda l’unità di vita sul Regno dei cieli, sulla presenza del Padre in mezzo al suo popolo.
Afferma ancora il Santo Padre: «Abbiamo urgente necessità di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunità dei credenti. Per questo abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecità». Il Signore, camminando lungo le rive del mare di Galilea, chiama i primi quattro discepoli. Bastano poche parole e i quattro non indugiano, lo seguono. I loro cuori sono caldi, gli occhi bene aperti e la voce possente del Signore li conquista. E noi? Possiamo dire altrettanto dei nostri cuori, dei nostri occhi? Dove riscaldarli, come aprirli se non nel contatto con la Sacra Scrittura?
0Il brano del Vangelo si chiude con una notazione riguardante l’attività missionaria di Gesù in Galilea. Gesù annuncia il Regno dei cieli e ne attua i segni che lo manifestano “guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”. Parola e Sacramento: non si dà la Parola senza il Sacramento, non si dà ascolto vero e autentico della Scrittura, tale da generare conversione, senza la comunione viva al Risorto che nel segno sacramentale si rende presente e si dona; ma il Sacramento senza la Parola rimane un gesto isolato, quasi magico, incomprensibile, mentre la Parola, illuminando la vita del credente, apre alla partecipazione piena e sempre nuova al Sacramento.
26 gennaio 2020
Terza domenica del tempo ordinario
Domenica della Parola di Dio