Annunciazione del Signore 
 
 
Oggi, 25 marzo, la Chiesa celebra la solennità dell'Annunciazione del Signore, il momento del tempo nel quale colui è prima del tempo entra nel tempo e si fa uomo nel grembo di Maria.
 
Il mio pensiero corre a Nazaret, alla grotta nella quale tutto questo è avvenuto e alla scritta che si trova sull'altare del Seicento: Hic Verbum caro factum est, Qui il Verbo si è fatto carne. Ogni volta che ho avuto la grazia di sostarvi in preghiera, quell'Hic mi ha sempre colpito, anche ora che vi rivado con la memoria.
 
Qui: in questo preciso luogo Dio ha assunto natura umana.
Qui: in questa casa, la casa di Maria, Dio è sceso dal cielo sulla terra.
Qui: non chi sa dove, non nel mondo delle favole, non nei racconti del mito o nelle narrazioni delle leggende; qui: in questa grotta umile e povera, in un villaggio sperduto e oscuro, eppure abitato da uomini e donne come me, nel grembo di una donna ma non da seme d'uomo e per intervento dall'alto; qui: su questa nuda terra Dio è venuto. 
Qui: perché l'annuncio 'Il Verbo si fece carne' non fosse e non sia disincarnato, astratto, bello e affascinante quanto si vuole, ma etereo e in fin dei conti estraneo a noi, tanto appetibile quanto inafferrabile. Perché, se si è fatto carne, carne sia, tanto vero è che ogni uomo, ogni donna abita una terra, una casa, una patria, nasce da una donna, ha una storia alle spalle, generazioni che lo hanno preceduto. 
 
Il Verbo si fa carne qui, oggi.
Il Cristo viene incontro al suo popolo oggi.
Il Figlio di Dio si fa uomo oggi per innalzare a Dio l'uomo di oggi.
 
Impariamo da Maria, Vergine Annunziata, in questo giorno che è anche festa sua.
Impariamo a ricevere l'annuncio cristiano come lo ricevé e lo accolse lei: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Dichiariamoci e siamo servi e serve di Dio, mettiamoci a servizio del Cristo. Egli ci coinvolge e ci coopta nel compimento della redenzione. Se ci mostreremo fedeli, ci darà il premio promesso, quella vita senza fine per acquistarci la quale si è offerto in olocausto sulla croce e ha vinto la morte nella risurrezione, quella vita di gloria eterna nella quale l'Annunziata è già stata introdotta, lei la regina dei servi e delle serve di Dio.  
  

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