Venerdì della quarta settimana di Quaresima. Astinenza.
Gesù sale a Gerusalemme per partecipare alla grande festa delle Capanne, la festa autunnale che celebrava il ringraziamento a Dio per il raccolto dell’anno, ricordava il tempo trascorso nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto, alimentava l’attesa messianica nel popolo. La messianicità di Gesù, appunto, è al centro del brano che leggiamo oggi (Gv 7,1-2.10.25-30).
A livello popolare era diffusa la credenza secondo la quale il Messia sarebbe apparso all’improvviso, con splendore fastoso, proveniente da un luogo imprecisato. La figura di questo personaggio inviato da Dio era circondata dal più assoluto mistero, il quale, dal canto suo, contribuiva ad accrescere spasmodicamente l’aspettativa della venuta del liberatore d’Israele. Si capiscono, dunque, le parole «Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo, invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Di Gesù, infatti, si sa che viene dalla Galilea, da Nazaret, si conoscono il padre e la madre, quindi non può essere lui il Messia. Viene fuori qui un tratto tipico del quarto vangelo, l’ironia giovannea come la chiamano gli esegeti. Si crede di sapere tutto su Gesù e sulla sua origine, di fatto, però, le cose non stanno così. L’origine di Gesù è avvolta nel mistero, egli è mandato da colui che è «veritiero», ma che è sconosciuto a quegli stessi abitanti di Gerusalemme che hanno dichiarato di sapere di dove Gesù sia. Credono di conoscere tutto, brancolano solo nel buio dell’incredulità.
Ci avviciniamo a grandi passi alla Pasqua, stiamo in procinto di entrare nell’ultima parte della Quaresima, nel tempo della Passione durante il quale lo sguardo si poserà sul Calvario, sulla Croce e sul Crocifisso. In effetti, è vero: il Cristo nessuno saprà di dove sia e che ha di straordinariamente splendido un crocifisso per essere ritenuto il Messia, accolto a braccia alzate e con inni di festa?
Gesù, Messia avvolto nel mistero della fragilità e della sofferenza, donaci di guardarti come ti guardò, da sotto la croce, Maria: il velo del mistero si squarcerà e ogni nostra incredulità cederà il passo alla luce della fede.