Sabato della quarta settimana di quaresima. 
 
Continua il dibattito intorno all’origine di Gesù e alla sua messianicità (Gv 7,40-53).
 
Secondo la credenza allora diffusa, il Messia sarebbe dovuto appartenere alla tribù di Giuda, quella del re Davide del quale sarebbe stato discendente. Noi sappiamo che Gesù nacque a Betlemme e dal casato di Davide tramite la paternità putativa di San Giuseppe, ma ciò restò sconosciuto ai contemporanei. Per essi Gesù proveniva dalla Galilea, dal Nord di Israele, da quel territorio di periferia, crocevia di genti e di traffici, che le classi dirigenti di Gerusalemme e della Giudea, a sud, custodi dell’ortodossia religiosa, guardavano con occhio sospettoso e guardingo, anzi con decisa altezzosità.
 
L’origine di Gesù, insomma, rimane avvolta nel mistero e si fa inaccessibile per chi rifiuta la persona e le opere del Galileo. I capi dei sacerdoti e i farisei in questo sono irremovibili: in cuor loro hanno già condannato Gesù e proprio essi, che si vantano di osservare minuziosamente la Legge, la calpestano sulla base di un partito preso cui piegano anche le Scritture. Non solo, però: maledicono in atto di totale disprezzo il popolo, nel quale figurano anche le guardie, perché non conosce la Legge e va dietro al primo impostore venuto che sia (così loro ritengono).
 
La persona e le opere del Signore rimangono avvolte nel mistero anche per noi e per ogni uomo che dinanzi a Cristo è chiamato a prendere posizione. Nel Vangelo secondo San Matteo Gesù dichiara «beato colui che non trova in me motivo di scandalo» (Mt 11,6). Egli è davvero, per citare il salmo 118, «la pietra scartata dai costruttori divenuta testata d’angolo (Sal 118,22)».  
 
«Mai un uomo ha parlato così!»: beato l’uomo, beata la donna cui il mistero di Cristo si svela per essere accolto nell’amore di Dio e del prossimo.  

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.