Lunedì della Settimana Santa. 
 
A Betania, in casa di Maria, Marta e Lazzaro, a una settimana dalla Pasqua Gesù è ospite per l’ultima volta (Gv 12,1-11). 
 
Sulla cena, alla quale partecipa, incombe un’atmosfera mesta che non fa presagire niente di bello; Gesù stesso parla della sua sepoltura e se ne esce con un’affermazione che deve avere sorpreso i presenti: «I poveri infatti li avete sempre, ma non sempre avete me».
 
Durante la cena, dunque, Maria cosparge i piedi di Gesù di un profumo molto costoso e non bada a spese dal momento che la quantità di essenza profusa vale ben trecento denari, cioè l’equivalente del salario di dieci mesi di un operaio! Ciò provoca la reazione sdegnata di Giuda Iscariota, il quale non sopporta tanto spreco poiché vede sfumare un’occasione di arricchirsi a danno della cassa comune. Tanta è, però, la riconoscenza provata da Maria verso Gesù, per aver risuscitato il fratello Lazzaro, che la donna si effonde in un gesto volutamente generoso; un gesto che le è costato trecento denari. Ammettiamo anche che i tre fossero benestanti, rimane il fatto di una spesa, per acquistare il profumo, che pesa sulle finanze domestiche. Per Maria, tuttavia, non si tratta di un problema, per Giuda Iscariota, invece, sì. Maria ama senza riserve e senza calcoli, Giuda Iscariota pensa solo al tornaconto e al ricavato. Maria ha accolto Gesù nella propria vita, Gesù gliel’ha cambiata e adesso lei vuole esprimergli tutto il suo omaggio: ad amore sconfinato risponde amore senza riserve. Giuda Iscariota, dal canto suo, si è messo al seguito di Gesù, ma col cuore è distante dal Maestro; ha cercato e sperato un utile per sé da Cristo, non l’ha trovato e non può capire il gesto insano e folle, ai suoi occhi, della donna.
 
Ad amore sconfinato risponde amore senza riserve. Il gesto di Maria, che Giuda non può comprendere, che il mondo non può che giudicare con ipocrisia falsa, ci è consegnato perché lo assumiamo a metro della nostra riconoscenza e gratitudine verso Colui che per noi ha dato la vita sulla croce, Servo fedele di Dio che il Padre sostiene e in cui si compiace. 

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