Mercoledì della Settimana Santa
Anche oggi la liturgia ci presenta Gesù di fronte al tradimento di Giuda. Lo fa attraverso le parole dell’evangelista San Matteo il quale riporta uno scambio di battute fra il Maestro e il discepolo durante l’ultima cena (Mt 26,14-25).
Già ieri avevamo osservato che Gesù tenta il tutto per tutto offrendo a Giuda la possibilità di tornare sui suoi passi mediante la condivisione del boccone. Da San Matteo sappiamo, però, che il Signore ha provato anche con la parola a dissuadere Giuda prospettandogli l’abisso di perdizione nel quale sarebbe precitato: «Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, tuttavia, non recepisce e ripete la domanda già rivolta dagli altri discepoli, «Rabbì, sono forse io?», dimostrando una sfacciataggine impressionante. Al che il Signore non può che prendere atto dell’irremovibilità del discepolo e pronuncia quel «Tu l’hai detto» con il quale mette Giuda dinanzi alla sua personale responsabilità e gli evidenzia la volontà deliberata della sua scelta.
Mistero di libertà la Passione di Cristo.
La libertà di Gesù che va incontro volontariamente alla croce e alla morte, forte solo dell’amore del Padre: «Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia come pietra sapendo di non restare deluso» (dal Terzo canto del Servo del Signore – Is 50,4-9a); la libertà da cui ci viene la salvezza: «Così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti (Rom 5,19b)».
La libertà di Giuda che si chiude all’amore del Padre e precipita nel girone infernale della disperazione dal quale uscirà annullandosi nel darsi la morte.
Domandiamo al Signore la grazia di conservarci nell’amore del Padre e di deciderci liberamente per l’onore di Dio e la salute dell’anima nostra e del prossimo.
Chiediamogli il dono dello Spirito per riconoscere i suoi continui tentativi di farci recedere dai nostri peccati per imboccare la via della salvezza.
Supplichiamolo, per la sua gloriosa Passione, di preservarci dall’indurimento nel peccato e dall’ostinazione nel male.