Mercoledì della sesta settimana di Pasqua (Gv 16,12-15)
 
Lo Spirito Santo ci conduce ad abbracciare la persona di Gesù riconoscendo in lui il Salvatore del genere umano e nostro in particolare. 
Egli, infatti, non annuncia sé stesso, ma parla da parte di Gesù e del Padre rivelando le profondità dell'amore di Dio che rifulgono in Cristo crocifisso e risorto. Lo Spirito, in tal modo, ci introduce nel possesso pieno della verità per quanto ciò sia dato all'uomo, è l'artefice del raggiungimento della "misura della pienezza di Cristo" (cfr Ef 4,13) che si realizza nella vita "secondo verità nella carità" (cfr Ef 4,15). Così facendo, lo Spirito ci dischiude l'accesso alla comunione con il Padre, egli realizza l'inabitazione delle divine Persone in noi. 
Apriamo il cuore ad accoglierlo e lasciamoci prendere per mano da lui: egli ci presenterà a Gesù e al Padre e riverserà su di noi le sovrabbondanti grazie che scaturiscono dal cuore di Dio. 

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