La Parola di Dio della ventiquattresima domenica del tempo ordinario è un annuncio possente della misericordia di Dio.

La prima lettura, tratta dal libro dell'Esodo, ci presenta Dio nell'atto di arrendersi alla preghiera di intercessione elevata da Mosè, che domanda perdono per il popolo infedele: 'Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo'.

La seconda lettura è un brano della prima lettera di San Paolo a Timoteo, nel quale l'Apostolo inneggia alla grazia di Cristo e loda Dio per la sua conversione.

Il Vangelo riporta per intero il capitolo quindicesimo di San Luca con le tre celeberrime parabole della misericordia: la pecora perduta, la moneta smarrita, il padre misericordioso.

Vorrei che ci soffermassimo sul quella che è l'espressione centrale della seconda lettura: 'Ma mi è stata usata misericordia'.

Mi è stata usata misericordia, afferma Paolo condensando in questi termini la realtà della conversione e della svolta impressa da Dio nella sua esistenza: da bestemmiatore, persecutore e violento ad annunciatore, perseguitato e mite.

Il verbo, che Paolo utilizza alla forma passiva, esprime la conseguenza dello sguardo pieno di commozione e di affetto, e precisamente di dolore e di cordoglio, di Dio verso l'uomo infelice e dolorante. 

Nella lingua greca, infatti, l'eleos, la misericordia è appunto l'affetto che prende il cuore di chi vede un suo simile colpito da un male, di cui non ha colpa; un affetto colmo di dolore e di tristezza.

E' come se Paolo dicesse: il fatto che io fossi bestemmiatore, persecutore e violento ha provocato in Dio non un giudizio di condanna e di repulsa, ma Dio si è rattristato, ha come indossato l'abito del lutto. Però non è rimasto inerte; mi ha cercato, mi ha chiamato, mi ha fatto sentire il pungolo del suo amore - Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? - e così ha sciolto ogni durezza nel mio cuore. 

Ed io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna: per Paolo la propria vicenda è emblematica di quello che non solo Dio può operare con la sua grazia, ma anzitutto di ciò che Dio è e, quindi, compie. 

Nell'Anno Santo della Misericordia siamo interpellati, senza mezze misure, da questa parola.

Chiediamoci, dunque: la misericordia di Dio ha lasciato qualche traccia in me? 

O si è dileguata?

Buona domenica a tutti.

Don Massimo      

 

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati dal sito ed eventualmente disabilitarli. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.