La liturgia della settima settimana di Pasqua orienta e dispone i cuori dei fedeli a celebrare la grande domenica di Pentecoste, con la quale il tempo di Pasqua, iniziato cinquanta giorni prima con la domenica di Risurrezione, si chiude.

Nella Pentecoste la Chiesa fa memoria del dono dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo: chi è mai costui?

Nel libro degli Atti degli Apostoli, al capitolo 19, si legge che Paolo, durante il terzo viaggio missionario, incontrando dei discepoli, chiede loro se abbiano ricevuto lo Spirito Santo quando sono venuti alla fede. Essi rispondono: 'Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo'.

Quanti ancor oggi, mettiamoci noi per primi fra questi!, non hanno sentito dire che esiste uno Spirito Santo, non hanno mai fatto esperienza dei doni di grazia e della potenza dello Spirito di Dio! Nemmeno si ricordano, forse, della data di quando lo hanno ricevuto, nel Battesimo e nella Cresima, del giorno in cui sono stati battezzati, del giorno in cui sono stati cresimati. 

Chiediamo a Gesù, che ha promesso l'invio dello Spirito durante l'Ultima Cena, e al Padre, che lo ha effuso a Pentecoste, che noi per primi, e con noi tanti altri, conosciamo lo Spirito Santo, la sua forza, la sua opera. Questa Pentecoste, che si avvicina, segni uno spartiacque: via l'ignoranza! Porte aperte alla conoscenza!

E forse non sarà poi così male se proviamo a ricordarci anzitutto della data del giorno in cui abbiamo ricevuto la Cresima, la nostra personale Pentecoste. Chi di noi se la ricorda?!

Buona attesa di Pentecoste a tutti.

Don Massimo, parroco.

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