Maria è in Dio nell'interezza di tutto il suo essere, anima e corpo.
Questo è il mistero della fede al centro della festività del 15 agosto.
La Pasqua di Maria.
Se Cristo è, come afferma San Paolo, la primizia di coloro che risorgono dai morti, la Madonna è la capofila della lunga schiera di quanti sono di Cristo, cioè gli appartengono, chiamati a condividere la sua morte e la sua vita.
In Maria la Pasqua di Cristo si è già manifestata in tutta la sua potenza ed efficacia.
In noi, come nei nostri defunti, la Pasqua di Cristo, già all'opera, attende di esplicitare tutta la sua grazia.
Il Figlio di Dio si è fatto uomo ed ha assunto un corpo in tutto simile al nostro, eccetto il peccato, per donare la sua stessa vita divina ai nostri corpi, umiliati e derisi dal male e dal suo lugubre corteo: morte, malattie, stenti, miserie.
In lui, l'amato del Padre, ha iniziato a battere un cuore di carne, come il nostro, perché i cuori e gli animi vengano resi simili al suo, capaci di donarsi e spendersi nell'amore.
Egli si è offerto in sacrificio sulla croce e nella risurrezione ha vinto il peccato e la morte, aprendoci la via del cielo attraverso la sua Umanità glorificata.
Maria ne è la prova provata.
Il suo cuore immacolato, il suo corpo circonfuso di luce e di gloria, che oggi contempliamo, testimoniano l'efficacia e la potenza della Pasqua di Cristo; ci invitano a stringerci, con tutte le forze, al frutto benedetto del suo grembo verginale, il Signore Gesù; ci indicano la meta alla quale siamo chiamati; ci infondono tanta fiducia e tanta pace: niente di noi andrà perduto (il Vangelo assicura neanche un capello), ma tutto sarà raccolto e custodito per sempre in Dio.
Come già Cristo risorto: la primizia.
Come già, dietro Cristo, Maria, la prima dei redenti.
A tutti, dovunque voi siate, l'augurio di una santa giornata di bene e di pace.
Don Massimo, parroco.