La festività del Battesimo del Signore chiude il ciclo natalizio, inaugurato con i primi vespri del Natale del Signore il pomeriggio del 24 dicembre.
È interessante osservare che la seconda lettura della Messa del Battesimo di Gesù quest'anno è la stessa, proposta però in forma più lunga, di quella della Notte di Natale. Si tratta di un brano della lettera di San Paolo a Tito e questo fatto ci dice una cosa importante: il mistero che celebriamo a Natale è il medesimo celebrato nella festa del Battesimo, il mistero della consegna che il Figlio fa di sé al Padre e al suo disegno di salvezza per l'umanità peccatrice, il mistero della consegna del Figlio nelle mani degli uomini. Colui che si fa uomo nel grembo della Vergine Maria è il medesimo che nel Battesimo si manifesta in forma solenne e pubblica nell'atto di dire il suo sì al Padre e alla sua volontà. Colui che a dodici anni afferma di doversi occupare delle cose del Padre suo come missione che gli è stata affidata, nel Battesimo, divenuto ormai grande e adulto, proclama ufficialmente la sua volontà di dedicarsi alle cose del Padre, di compierne il volere.
Il Battesimo che noi abbiamo ricevuto nel nome di Gesù è l'anello di congiunzione tra noi e Gesù stesso, tra noi e quella consegna di se stesso che il Figlio di Dio ha compiuto nel mistero dell'Incarnazione e nella Pasqua. Potremmo stare ore e ore a rievocare i fatti del Natale, perdere la voce nel cantare a squarciagola 'Tu scendi dalle stelle', dirci come è bella e consolante la narrazione della nascita di Cristo e della sua infanzia, ma, se quegli eventi rimanessero in lontananza, se fra noi ed essi rimanesse una separazione, a niente ci gioverebbe il rievocarli, perfettamente inutile sarebbe il rammentarli. Una bella storia al massimo, ma nulla più. Il Battesimo, invece, ci congiunge a Cristo, il Battesimo ci rende partecipi di Cristo, ci incorpora a Cristo perché è Cristo stesso che ci afferra e ci stringe a sé imprimendo in noi l'immagine di figli adottivi di Dio come egli è Figlio unigenito dall'eternità.
Proprio perché anello di congiunzione fra noi e Cristo, il Battesimo è necessario per la salvezza. Esso è la porta attraverso la quale si entra nel regno dei cieli e, se rimane vero che Dio nella sua misericordia può salvare chiunque per vie solo a lui note, è vero altrettanto che ordinariamente la redenzione ci è donata solo mediante il Battesimo. Tanto ciò è che il Signore Gesù, mandando in missione gli apostoli dopo la risurrezione, ha comandato loro di annunciare il Vangelo e battezzare nel nome della Santissima Trinità.
Ricordiamoci, dunque, del nostro Battesimo. Il Papa, appena ne ha l'occasione, domanda sempre a chi va ad ascoltarlo se si ricorda la data del giorno in cui è stato battezzato, il giorno in cui le porte del regno dei cieli si sono aperte e la vita nuova in Cristo ci è stata donata. Ricordiamoci del nostro Battesimo e il pensiero che il Figlio di Dio si sia consegnato per noi ci spinga a conversione e santità di vita.