Pensiero del Parroco

Martedì della Settimana Santa
 
Il brano evangelico odierno (Gv 13,21-33.36-38) ci conduce dritti all’interno dei sentimenti del cuore del Signore, quei sentimenti che hanno abitato l’animo di Gesù nelle ore precedenti la Passione e durante la medesima.
 
Gesù vive l’esperienza del tradimento da parte di Giuda Iscariota con una partecipazione fortissima che lo scuote fin nell’intimo: «fu profondamente turbato». Per lui, che sta per dare la vita per i suoi amici e ricorda agli apostoli che non v’è amore più grande di questo (cfr Gv 15,13), il solo pensiero che uno di loro abbia deciso di violare il sacro patto dell’amicizia, patto di fiducia e di solidarietà, lo fa tremare e il suo cuore ne soffre come nessun altro. Nessun odio, però, per il traditore, nessun proposito bellicoso sul tipo della richiesta di Pietro a Giovanni di informarsi sull’identità del soggetto (per fargli che cosa è fin troppo intuibile..): Gesù, anzi, offre a Giuda l’estrema possibilità di ravvedimento e gli porge il boccone ponendo così in essere un gesto di comunione quale quello della condivisione del cibo. Se viene tradito, Gesù non tradisce: mai. E, infatti, non retrocederà di un passo dal destino di morte che lo aspetta, ma gli andrà incontro liberamente perché l’amore più grande, il dare la vita per gli amici, non può più aspettare e tocca a lui dare l’esempio perché gli amici facciano altrettanto quando sarà loro richiesto.  
 
Del resto, Gesù ha un chiodo fisso in testa e nel cuore: glorificare il Padre: lui glorificherà il Padre con l’offerta del suo corpo e in tal modo darà al Padre a sua volta la possibilità di glorificare lui. Il rapporto con il Padre è tutto per Gesù che non cerca e non vuole altro. L’onore di Dio ha da essere tutto per noi insieme con la salute del prossimo.
 
Gesù sa che dovrà scalare da solo la montagna della Passione che lo aspetta e non potrà contare sul sostegno dei suoi amici, ancora troppo fragili e per nulla pronti a sostenere la tempesta che presto si abbatterà sul maestro amato. Perciò dice loro «dove vado io voi non potete venire»: quanta tenerezza in queste parole! Il doversi separare per un po’ di tempo dai loro sguardi e dalle loro persone per riaverli nuovamente tutti nel regno dei cieli! Gesù ha affrontato la Passione unito al Padre con il pensiero fisso ai suoi amici e ha chiesto loro di pazientare poiché anche per loro sarebbe venuto il tempo di riunirsi a lui. E anche quando Pietro ha preteso di anticipare i tempi, Gesù lo ha ricondotto con i piedi a terra: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte». Quanto strazio nel cuore del Signore al pronunciare una predizione simile! Non per sé, ma per Pietro presagendo ciò che si sarebbe scatenato nel cuore del discepolo al realizzarsi di quelle parole. Uno strazio mosso dall’amore.   
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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