Pensiero del Parroco

La parabola dell'amministratore infedele, proclamata nella Messa della venticinquesima domenica del tempo ordinario, non è uno sdoganamento della liceità di pratiche e modalità relazionali all'insegna del 'do ut des', cioè del contraccambio interessato.

La figura dell'amministratore infedele è, invece, proposta da Gesù come modello da imitare, da parte dei credenti, nella sveltezza e nella creatività con cui questo personaggio, poco raccomandabile, riesce a tirarsi fuori da una situazione per lui ormai compromessa. 

Se i figli della luce dimostrassero per le cose e gli interessi di Dio lo stesso zelo, che i figli del mondo hanno per le loro cause, meno nobili e anzi riprovevoli, che incendio di santità invaderebbe e trasformerebbe la storia! 

La storia delle nostre famiglie, la storia delle nostre comunità, la storia del nostro Paese, la storia dell'Europa, la storia dell'intero pianeta!

I figli del mondo, che fanno dello scambio di favori il loro portabandiera e la ragione della propria vita, fra di loro sono impareggiabili, dice Gesù.

I figli della luce, noi cioè, chiamati a concepire e vivere il servizio e il dono come assi portanti dell'esistenza umana, finiamo per farci guerra al nostro interno o, comunque, per non tirare acqua al mulino della causa del Vangelo dimostrando, verso i nostri pari, poca disponibilità e molta chiusura!!!

E sì che noi abbiamo una risorsa in più, per la fede, che i figli del mondo non hanno: nella fede, infatti, conosciamo che le realtà terrene nascondono e lasciano intravedere dal loro interno una realtà più grande.
Una realtà che non passa e che è a fondamento delle stesse cose di questo mondo: la realtà del Regno di Dio, della presenza attiva e operante del Signore nella vita dell'uomo!  

Una risorsa, questa, che è la nostra unica risorsa, la nostra unica certezza; che ci mette in condizione di stare nel mondo curando gli interessi di Dio e preparando nei cuori le vie al Signore.

Essere fedeli a Dio e al Vangelo abitando nel mondo, trattando i beni del mondo, relazionandoci con i figli del mondo.
Sono le 'cose di poco conto', di cui parla Gesù.
Per qui dobbiamo passare.
Per essere trovati degni, al termine della vita terrena, nell'ora della nostra morte, di ricevere la ricchezza vera, quella nostra, di noi che per la fede abbiamo accolto la parola di Gesù: la gloria di Dio nella beatitudine del paradiso.
 

A tutti buona domenica.

Don Massimo, parroco.

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Via Alcide de Gasperi n. 9
Campi Bisenzio, (FI) - 50013
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