Pensiero del Parroco

Il 1° novembre la Chiesa festeggia la solennità di Tutti i Santi.

Si tratta di una delle più importanti e significative festività annuali della fede cattolica. Celebrandola, siamo messi dinanzi al mistero della ‘Comunione dei Santi’ che è parte integrante della professione di fede, come recita la terza parte del Simbolo degli Apostoli: ‘credo la santa chiesa cattolica, la comunione dei santi, la risurrezione della carne, la vita eterna’.

La comunione dei santi: il nostro essere, per la fede e per il battesimo, un solo corpo in Cristo Gesù: noi pellegrini sulla terra, le anime beate del paradiso, i fratelli e le sorelle che si stanno purificando nel purgatorio. Afferma San Paolo nella Lettera agli Efesini: ‘Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti’ (Ef 4, 4-6).

Uno in Cristo ossia il mistero della Chiesa, popolo di redenti, chiamati a santità, cioè alla comunione con Dio che trasforma l’essere personale e rende santi, buoni, i peccatori.

In stati certo differenti, i pellegrini, i penitenti, i beati, ma tutti affratellati e uniti dallo stesso legame con Cristo che nel battesimo ci ha chiamati figli di Dio e che vuole vivere in noi con la sua grazia perché anche noi diventiamo come lui.

Il cristiano sa di non essere solo nel professare la fede in Gesù.

Il cristiano sa di appartenere a un popolo e in questo popolo d’essere salvato.

L’intercessione dei beati del cielo e le loro vite terrene esemplari e il nostro rivolgerci ad essi con fiducia fraterna; la nostra preghiera di suffragio per le anime sante del purgatorio affinché si affretti il loro ingresso in paradiso; la preghiera e la carità di e per tanti fratelli e sorelle in cammino come me verso la patria del cielo: ecco il mistero della comunione dei santi, ecco il mistero della Chiesa, ecco la realtà bella e confortante del dono di poter credere non da soli, ma in compagnia.

‘Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani’ (Ap 7,9).

Ci conceda il Signore di rimanere sempre uniti, sulla terra, alla Chiesa pellegrinante nel tempo e, varcato il passaggio della morte, di essere associati per l’eternità al coro dei giusti che lodano, giorno e notte, l’Altissimo.

Buoni Santi a tutti.

Don Massimo, parroco.    

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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