Pensiero del Parroco

Il tempo dell'Avvento è caratterizzato da alcuni personaggi le cui vicende si snodano lungo tutto l'arco della storia della salvezza: il profeta Isaia in prima battuta e gli altri profeti dell'Antico Israele, Giovanni Battista, Maria, Giuseppe.

Nella seconda domenica d'Avvento facciamo la conoscenza di Giovanni Battista.

Giovanni è un uomo tutto d'un pezzo, si direbbe.

La sua è una figura affascinante e coinvolgente per noi che, pur essendo persone che si sforzano sinceramente di vivere secondo la parola del Signore, tuttavia dobbiamo fare sempre i conti con compromessi, patteggiamenti, ruoli e convenienze.

Giovanni ha coscienza di ciò che è e di ciò che è chiamato a fare: l'ultimo dei profeti ('portava un vestito di peli di cammello') e il più grande di essi, preparare l'imminente venuta di Cristo in mezzo al suo popolo disponendo i cuori ad accogliere il Salvatore. Grande virtù la sua: saper stare al proprio posto, ma ancora più radicalmente sapere chi si sia! La sua non è una coscienza smarrita e spaesata, come se ne vedono in giro purtroppo in quantità impressionante. La sua è una coscienza consapevole che parte dalla nitida percezione di sé e della propria opera e dà luogo ad atteggiamenti e affermazioni conseguenti e coerenti: 'Io vi battezzo con acqua; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali'. E la mia, di coscienza, a che punto sta?

Giovanni parla chiaro, senza bizantinismi e oscurità né giri di parole per dire e subito non dire: 'Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino', 'Fate dunque un frutto degno della conversione'. In tal modo ci richiama alla verità come all'unica medicina per il cuore dell'uomo malato e sfigurato dal peccato. Siamo chiamati a essere figli della verità, che è Cristo e il suo Vangelo, e a proporla come strumento di redenzione del genere umano.

Giovanni richiama alcuni alla serietà del gesto da porre: il rimprovero mosso a 'molti farisei e sadducei' che domandavano il battesimo è illuminante. Giovanni chiede, a chi va a farsi battezzare da lui, di vivere quel gesto con intensità e lucidità, rimanendo presente con lo spirito, il cuore, l'intelligenza e l'anima e lasciandosi interrogare da quel gesto consistente nell'essere immersi nelle acque del Giordano. Giovanni vive fino in fondo il momento presente e richiama alla serietà della vita e alle implicanze 'celesti' dei nostri atti quotidiani, da non prendere alla leggera per quanto 'banali' e ripetitivi possano apparire, ma da assumere in tutta la loro valenza qualitativa in ordine alla salvezza.

Avvento, dunque: tempo dell'attesa di chi è venuto, viene e verrà e si rende presente alla e nella nostra vita attraverso figure di consimili come, ad esempio, il Battista. Il Signore continua a venire nelle nostre giornate, sta a noi accoglierlo e fargli spazio imitando, con il suo aiuto, le virtù del suo Precursore.

Buona domenica a tutti.

Don Massimo, parroco.

 

 

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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