Sabato 13 maggio prossimo saranno cento anni dalla prima apparizione della Vergine ai Pastorelli di Fatima.
Avremo modo di tornare sopra la canonizzazione di Francesco e Giacinta Marto che il Papa proclamerà Santi proprio sabato e a Fatima.
Vorrei, nel frattempo, sottolineare alcuni aspetti del messaggio di Fatima.
Pregare per i peccatori, offrire i propri sacrifici per la loro conversione vuol dire credere nella forza della misericordia di Dio che risplende nell'amore di Gesù crocifisso e risorto.
Ciò esige conseguentemente, da parte nostra, che assumiamo gesti e parole di misericordia perché la vita non contraddica l'intenzione di preghiera.
La preoccupazione per la salvezza dell'anima, inoltre, ci rende consapevoli che la vita non è un susseguirsi di istanti impazziti e slegati, ma un itinerario che ha un inizio e una meta.
Inizio e metà che stanno dentro la vita e, al tempo stesso, la superano, custodendola e facendola respirare.
'Ed io andrò in cielo?', domandano i Pastorelli alla Madonna.
Noi vediamo, invece, tante volte il cielo e la vita eterna come un intralcio alla vita di questa terra, ma in questo modo il cuore si inaridisce e il presente finisce per schiacciarci; e non avendo uno sguardo lungo, prigionieri del momento, non ci capiamo più nulla e andiamo fuori di testa.
Fatima ravvivi in ciascuno di noi fede nella misericordia di Dio e speranza nella vita eterna.
Don Massimo
