Pensiero del Parroco

L'evangelista Matteo non conosce l'evento dell'Ascensione, ma il suo vangelo si conclude con una rivelazione del Risorto agli Undici apostoli (tali dopo la defezione di Giuda) su un non meglio precisato monte della Galilea.

Il Risorto parla ai suoi: si autoproclama come colui al quale Dio ha dato ogni potere, comanda la missione universale con il battesimo nel nome della Santissima Trinità e l'insegnamento delle sue parole, promette e assicura la sua costante presenza. 

Così parla il Risorto ai suoi e in tal mondo si congeda da essi inaugurando una nuova modalità di stare ed essere con loro.

Queste parole, e in particolare le prime ('a me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra') ci aiutano a descrivere la nuova condizione di Gesù risorto nell'evento dell'Ascensione, cioè della sua intronizzazione presso Dio, condizione che permane tutt'oggi e che è destinata a sussistere sino a quando egli, il Signore, non tornerà nella gloria.

Il Risorto è davvero il Figlio dell'uomo profetizzato da Daniele nel capitolo sette del suo libro: 'gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto' (Dn 7,14).

E il veggente dell'Apocalisse, nel capitolo quinto, esclama: 'L'Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione' (Ap 5, 12).

Nella Pasqua Gesù è stato 'costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti' (Lettera ai Romani 1, 4): egli è il Signore dinanzi al quale ogni ginocchio è chiamato a piegarsi in cielo, sulla terra e sotto terra (cfr. Lettera ai Filippesi 2,10) per riconoscerne la regalità sull'intero universo.

Questa sua condizione celeste non costituisce una rottura con l'esistenza terrena, documentata dai Vangeli, ma ne è il compimento: in forza di questo suo stato di glorificazione Gesù può operare e agire cose ancora più grandi di quando era sulla terra e giungere dovunque. Lui, che si era limitato nei movimenti, adesso estende la sua azione salvifica a tutto il cosmo.

I segni della Passione, che permangono nel corpo glorificato di Cristo, stanno a ricordare per l'eternità che Gesù è tutto questo perché ha offerto la sua vita in sacrificio sulla croce; ci rammentano che il suo potere non è mondano, frutto di una scalata alla poltrona, ma è il dono del Padre al Figlio per l'obbedienza e la condiscendenza alla divina volontà; sono la lettera di presentazione che lo Spirito Santo ha scritto per far conoscere a tutti chi è Cristo.

Santa Domenica dell'Ascensione a tutti.

 

 

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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