Pensiero del Parroco

O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.

La preghiera di colletta della Messa del giorno di Pentecoste ci aiuta a entrare nel mistero del dono dello Spirito Santo, la cui celebrazione chiude il tempo sacro della Pasqua iniziato con la domenica di Risurrezione.

È un mistero: realtà che ci sorpassa infinitamente, ma non inconoscibile, le cui tracce possiamo scorgere nella vita del mondo e nostra.

Un mistero di santificazione: il compito proprio dello Spirito Santo è quello di santificare la Chiesa e il mondo, è quello di infondere nei cuori la luce della grazia di Dio perché i cuori si trasformino, cambino, abbiano vita. Nelle profondità dell’animo umano lo Spirito di Dio, la terza Persona della Santissima Trinità, Dio come il Padre e il Figlio, lavora e agisce perché Cristo abiti i cuori e li renda simili al Suo: capaci di amare, di donarsi, di spendersi, di uscire dalle pastoie dell’egoismo e dai lacci del peccato. E così, grazie allo Spirito Santo, raggiungiamo quella pienezza di maturità in Cristo che Paolo augurava agli Efesini, pienezza di fede sì, ma anche di umanità (cfr. Ef 4,13), e si avverano le parole dette da Gesù nell’Ultima Cena: ‘Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà’ (cfr. Gv 16, 13-14).

Un mistero che vuole raggiungere tutti: ‘in ogni popolo e nazione’, ‘sino ai confini della terra’. Lo Spirito Santo non conosce barriere, così come non le conosce il Padre che vuole che tutti si salvino né le conosce il Figlio che si è offerto sulla croce per la salvezza del mondo intero, in primis di chi lo crocifiggeva. Se noi innalziamo steccati, muri, fili spinati a partire dalle nostre case e dalle nostre famiglie e su, su, a salire, lo Spirito, invece, abbatte tutto questo: di più non lo conosce, gli è estraneo. Egli, infatti, è Dio e in Dio c’è comunione, anzi Dio è comunione d’amore nella reciproca e mutua relazione delle Persone divine.

Un mistero che ci porta a domandare al Padre due grazie: la prima che i doni dello Spirito siano diffusi dovunque. Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio: eccoli i sette doni, come li chiama la Chiesa. Grazie speciali, indispensabili perché possiamo vivere nell’obbedienza alla parola di Gesù, perché possiamo dire sempre, in ogni circostanza, ‘Gesù è Signore’ e prestargli l’omaggio della nostra fede con una vita santa.

La seconda cosa che chiediamo è che nella Chiesa si rinnovi continuamente ciò che i nostri padri nella fede sperimentarono sulla propria pelle: la grazia di una vita nuova nel nome di Gesù, la gioia di sapersi perdonati da Dio, il peccato alle spalle e non più padrone delle anime: la grazia che la Pasqua di Cristo morto e risorto anche oggi, nel 2017, sprigioni tutta la sua dirompente potenza di bene e di novità.

In particolare lo domandiamo per i nostri piccoli che a Pentecoste riceveranno per la prima volta il Corpo e il Sangue di Gesù: Spirito Santo, vieni con i tuoi doni nei nostri bambini e infiamma i loro cuori d’amore per Gesù e per il prossimo, tu che con la tua divina forza trasformi il pane e il vino naturali nel pane della vita e nel calice della salvezza.

Santa Domenica di Pentecoste a tutti.

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Via Alcide de Gasperi n. 9
Campi Bisenzio, (FI) - 50013
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