Pensiero del Parroco

A inizio ottobre siamo soliti celebrare in parrocchia il sacramento della Confermazione.

Quest'anno a ricevere la Santa Cresima saranno trentuno ragazzi di terza classe della scuola secondaria di primo grado e due adulti, celebrante il Vescovo Giovanni Scanavino. 

Ogni celebrazione sacramentale è sempre celebrazione ecclesiale: fatta dalla Chiesa e nella Chiesa, a vantaggio di tutto il popolo santo. Così anche questa Cresima: l'effusione dello Spirito del Signore tocca in primo luogo le persone che ricevono il sacramento, poi i loro cari e tutti i fedeli in forza della comunione dei santi. 

Da ciò nasce la preghiera per i nostri cresimandi, anche se non li conosciamo personalmente, e per le loro famiglie. 

Da ciò ci sentiamo interpellati: che significa per me essere cresimato? Che vuol dire aver celebrato un giorno l'unzione con l'olio santo del crisma? Aver rinnovato le promesse del battesimo? Che posto hanno nella mia vita i doni dello Spirito: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio? 

Un punto paradiso nella fedina religiosa? 

Un pensiero in meno per sposarsi in chiesa (se e quando chissà, intanto avvantaggiamoci)?

Il lasciapassare per fare da padrino a un battesimo o a una cresima?  

Il ricordo di un catechismo che non finiva più? 

Una foto o una pergamena ormai sbiadita?  

Che significa, dunque, essere cresimato? 

E, di conseguenza, che valore, come singoli e come comunità, attribuiamo a questo sacramento per la vita della Chiesa, per la vita della parrocchia? 

E, ancora discorrendo, che testimonianza di fede offriamo, rispetto alla cresima, a coloro che la domandano, più o meno consapevolmente, più o meno spintaneamente? 

La Parola di Dio della ventisettesima domenica del tempo 'per annum', che risuona nella Santa Cresima di quest'anno, ci dà un'indicazione preziosa in proposito. 

Al suo centro sta l'immagine della vigna che nella prima lettura (Isaia 5,1-7) è figura del popolo d'Israele e nel Vangelo (Matteo 21,33-43) del regno di Dio. 

Nel profeta la vigna è infruttuosa: fuor di metafora il popolo è infedele al suo Signore. E come lo è? 'Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi'. L'amore del prossimo, specie del povero e dell'indifeso, è la prova del nove con la quale Dio misura la fedeltà del suo popolo. 

Nel vangelo la vigna non è infruttuosa, anzi, ma i lavoranti la vogliono a tutti i costi per sé e finiscono per uccidere il figlio del proprietario (in caso di morte di quest'ultimo, in assenza di un erede legittimo, la vigna sarebbe andata al primo affittuario). Sullo sfondo della parabola si addensa l'ormai prossima fine di Gesù, ucciso dalle autorità religiose israelite. 

'Nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo' (Prima Corinzi 12,3). 

Quando uccidiamo o silenziamo Gesù: o perché la nostra non è un'esistenza di amore del prossimo, ma di oppressione e spargimento di sangue fin dalle stanze delle nostre case, oppure perché vogliamo godere di tutti i frutti della vita facendo a meno di Dio nella convinzione che Dio venga a importunarci e a toglierci l'aria e lo spazio: quando tutto ciò si verifica, noi non siamo sotto l'azione dello Spirito Santo e la cresima, se anche l'abbiamo ricevuta, rimane infeconda. E che vogliamo? Persuadere un altro che la cresima è importante? Ma di che parliamo? Quando lo Spirito del Signore non può parlare in noi perché gli abbiamo messo il bavaglio alla bocca!

Quando, invece, giustizia e rettitudine sono i tratti del nostro aprirci al prossimo; quando Dio è l'orizzonte di fondo di ogni nostra giornata, quando Dio entra nella nostra giornata da protagonista, da Signore: allora confessiamo Gesù; allora siamo sotto l'azione dello Spirito Santo; allora l'unzione ricevuta può agire e produrre i suoi frutti di santità e di grazia; allora si ringrazia di cuore il Signore per la nostra cresima e per il dono dello Spirito che ci muove all'amore del prossimo e ci porta ad accogliere la signoria di Cristo. Allora si può anche parlare di cresima, a ragion veduta, a chi alla cresima si sta preparando o, ancor prima, vi sta iniziando a pensare. 

 

 

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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